18 dic 2013

22 dicembre 1946, Modena - Juventus 1-0

Memorie gialloblu – Lo scudetto è possibile.

22 dicembre 1946. Scende al Comunale di Modena la Juventus capolista; l’affronta un Modena al quarto posto, a tre punti di distacco.
Ecco la cronaca dell’evento tratta da La Gazzetta dell’Emilia, articolo di Mario Morselli.

22 dicembre 1946
UNA RETE DI BONCI PER 2 MILIONI DI LIRE DI SPETTATORI – Tenacia, brio e tecnica del Modena obbligano la Juventus alla resa: 1-0
La svalutazione della nostra cronaca ha portato gli incassi degli stadi a cifre che, qualche anno fa, sembravano iperboliche. Oggi sono normalissime. Gli spettatori si misurano a milioni di lire.
Diremo, dunque, che alla partita di ieri tra Modena e Juventus sono stati incassati 2 milioni, 246 mila e 810 lire.
Ciò dimostra il gran richiamo che il nome della squadra juventina, il suo valore, la sua posizione in classifica avevano esercitato sui tifosi di tutta l'Emilia.
E, francamente, diciamolo pur subito: l'incontro non ha tradito l'attesa ed ha soddisfatto pienamente, non solo perché lo spettacolo offerto dai ventidue competitori, costretti a giocare su un terreno ancora gelato sul fondo, è stato di forza ed anche di tecnica, ma perché si è assistito ad un successo chiaro della nostra squadra, che, alla vigilia, era data dalla maggioranza battuta.

Sfiducia modenese in partenza
L'interesse, quindi, è stato doppio, in rapporto alla partita e al suo risultato, che rispecchia in pieno il rendimento complessivo dei valori opposti. Ditelo, amici, che avete la bontà di leggere, che non credevate ad un successo del Modena. Perché? Non per l'assenza di Zecca e per l'inclusione di Bonci a centravanti, ma perché la Juventus, col suo “sistema”, coi suoi atleti, alcuni dei quali veri valori tecnici di prim'ordine, col suo rullo compressore aveva imtimorito un po' tutti. Una macchina da punti, una montagna di palloni in rete! Povero Corghi! Mancheremmo alla nostra franchezza se dicessimo che il Modena non è andato immune da questo timore. Ebbene anche il Modena, fortunatamente per qualche breve periodo, ha dovuto subire il fascino, più che l'autorità tecnica, degli “zebroni”, i quali hanno giocato in pieno “sistema”, quello stesso “sistema”, poi, che li ha traditi (come avviene generalmente quando vi capita contro una squadra tutto brio e audacia come quella modenese).
Ma poi i nostri, dopo averla studiata bene, questa Juventus-sistema, hanno capito che coi nervi a posto e un po' d'estro, la buona tempre del gioco del Modena poteva avere anche, in questo caso, successo.
Chiuso il primo tempo col niente di fatto, nella ripresa, gli avversari hanno manifestato i loro piani. Prima la Juventus coll'attacco a valanga: sette uomini, anche otto; De Petrini e Locatelli oltre la metà campo, terzini agli estremi e Parola solo ad osservare.

Bonci contrasta Parola di testa

 Il Modena ha resistito. Ha messo Neri fra Remondini e Braglia ed ha aspettato il momento giusto per partire. Il “sistema” rende vulnerabile la difesa della squadra che lo prende a modello del suo gioco. Poi il Modena, con puntate di Del Medico, il più vigoroso di tutto l'attacco, e la pentola juventina era già scoperchiata. Non restava che mettere la palla in rete, e Bonci ha avuto la mira giusta e ha sancito un risultato che, tecnicamente, era andato delineandosi.
Così è venuta la bella vittoria.
Ci sentiamo di dire che la Juventus non è squadra forte? Tutt'altro. La Juventus, se trova difese fragili, passa con facilità. Quando trova una linea di mediani come la nostra e una coppia di terzini del valore di Braglia e Remondini (non a caso citati nell'ordine) la Juventus deve abbassare bandiera: lo fa sul campo a malincuore, per un senso dignità, poi, quando riparte col suo “Conte Rosso”, rinsaviti gli animi, è la prima a riconoscere la legittimità della sua sconfitta e il valore della vittoria avversaria, e lo fa cavallerescamente com'è nell'abitudine dei torinesi, gente che in fatto di calcio la sa molto lunga.
Dirvi di più? Non crediamo che ve ne sia necessità. E nemmeno distribuire elogi singoli. Il Modena ha meritato di vincere, ha vinto bene, con sicurezza. Mettiamoli tutti insieme questi nostri ragazzi e applaudiamoli. Anche la Juventus ha gareggiato bene, a tratti anche con disinvoltura, diremo con facilità. Poi ha capito che l'avversario non scherzava e ha fatto il viso serio, si è preoccupata. Ma non c'è stato niente da fare.
Figure note di giornalisti e di amici, convenute a Modena per questo incontro. Episodi e scambi di cortesie, iniziatisi sin da sabato, darebbero materia per riempire un giornale.
In tribuna, gli onorevoli Corassori, Pignedoli, Pucci, il vice-sindaco ed altri.
Arbitro Scotto, in scarpette da podista, come è sua abitudine.

Il “do” di Bonci
La Juventus scende sulla destra, poi Del Medico in velocità e punizione battuta da Remnodini. Angolo contro la Juventus; tiro di Sentimenti e parata di Corghi. Inizio... effervescente. Del Medico ancora è di scena: centro a vuoto di Romani. Ancora Sentimenti in azione (fermato in fuorigioco), poi centro di Romani e uscita a pugni di Sentimenti IV.
Il Modena temporeggia, studia le mosse dell'avversario. In prima fila, non troppo incoraggiante l'intesa. Palla battuta da Neri e uscita vicinissima al palo destro, poi ancora tiro di Neri e parata di Sentimenti. Corghi è disoccupato. Ancora centro di sentimenti, testa di Magni, salta anche Corghi, palla in calcio d'angolo; 31°: Brighenti, spostato a destra, centra e Cassani tira fuori. Poi scivolone duplice di Braglia e Remondini, ma Korostolev non ha forza sufficiente per intimorire Corghi, che para.
Per il secondo tempo ci riferiamo, pei primi 15 minuti, a quanto abbiamo detto nelle impressioni e arriviamo senz'altro all'azione decisiva. Palla da Neri a Del Medico, scivolone di Vicich e palla alle spalle di quest'ultimo, che si rialza in tempo e rincorre Del Medico, il quale, però, calcia debolmente sul portiere. Subito dopo la stessa azione, con Vicich a terra e De Petrini che insegue Del Medico in fuga. Al contatto, la palla rimbalza sui piedi di Bonci, che manda in rete, mentre sentimenti IV è coperto da De Petrini.

La rete decisiva di Bonci

 La rete inattesa mette orgasmo negli juventini, che cercano di mettere a profitto i minuti che ancora restano. Ma è il Modena che insiste nell'intento di mettere al sicuro da ogni sorpresa il successo. Poi la Juventus, alla mezzora, sembra sul punto di pareggiare, ma la difesa modenese è vigile. Due occasioni ancora dei gialli ed un angolo contro il Modena, in finale di partita.
Mario Morselli

MODENA: Corghi, Remondini, Braglia; Malinverni, Neri, Stefanini; Romani, Brighenti, Bonci II, Cassani, Del Medico.
JUVENTUS: Sentimenti IV; Vicich, Varglien; Depetrini, Parola, Locatelli; Sentimenti III, Vickpalek, Magni, Candiani, Korosolew.
Arbitro: Scotto di Savona.

Liberamente tratto da:

10 dic 2013

14 dicembre 1924, Pisa - Modena 0-1 "L'esordio di Mazzoni"

 
Memorie gialloblu – A star is born
La squadra canarina fotografata prima della gara dinnanzi al Battistero di Pisa.

14 dicembre 1924. Un Modena costruito in estate per vincere il campionato, reduce dall’inopinata sconfitta subita nella giornata precedente a Milano contro l’Internazionale, si recò da prima della classe all’ombra della Torre Pendente per disputare la IX giornata di campionato contro il Pisa, secondo in classifica ad un punto di svantaggio dai canarini. La dirigenza canarina aveva cercato di non lasciare nulla di intentato per provare a raggiungere il massimo alloro calcistico e, ad una formazione ormai consolidatasi in vari anni di partecipazione alla massima serie calcistica, aggiunse due ungheresi: Winkler e Tioschi. Il cammino dei gialloblu fu spedito e le due stelle magiare si dimostrarono pari al valore che ci si attendeva: forti, tecnici, veri terminali dell’agile e pratica manovra gialloblu. Ma già dalla fine di novembre Tioschi, il più tecnico dei due ungheresi, cominciò a denunciare scompensi respiratori (gli stessi che lo condurranno alla morte all’inizio del gennaio successivo) e, vista anche l’opaca prova disputata sul campo dell’Internazionale, il tecnico Laszlo Gonda, anch’esso magiaro, anch’esso assunto per l’obiettivo massimo, decise senza indugi di gettare nella mischia un sedicenne che si era messo in luce nelle formazioni giovanili e riserve, Alfredo Mazzoni. Cresciuto alla scuola di quell’asso calcistico che portava il nome di Attilio Fresia, Mazzoni aveva cercato di assorbire tutti i trucchi nel calciare la palla del maestro torinese, e, seppur non dotato di grandissimo coraggio in un calcio fatto di uomini duri, tanto da meritarsi il soprannome di “caffelatte”, il nostro Alfredo aveva dimostrato di avere tutte le caratteristiche necessarie per sfondare: tecnica sopraffina, grande senso del gioco e della posizione, ed un fisico che si era andato sempre più strutturando verso una maturazione atletica notevole per l’epoca.
A Pisa il Modena giocò una gara gagliarda contro un avversario che non lasciò nulla di intentato per poter raggiungere la testa della classifica. 

Ripreso dalle cronache dell’epoca:
Al 20° del primo tempo avviene la fase risolutiva della partita. Su fallo dell’half laterale sinistro del Pisa, Winkler tira la punizione da circa 25 metri. Anziché puntare verso la porta avversaria, Winkler sposta il suo tiro leggermente a sinistra. Vezzani e Mazzoni che hanno intuito il tiro s’incuneano contemporaneamente al ball tra i terzini avversari e Mazzoni, giocando d’astuzia il pallone, lo manda ad adagiarsi nell’angolo destro della rete del Pisa senza che il portiere possa tentare la parata.
Immagine della rete, commentata dallo stesso Alfredo Mazzoni.

L’altro eroe di giornata fu il portiere Brancolini che al 37° parò un dubbio rigore assegnato ai toscani.
Nonostante i veementi attacchi pisani, la difesa modenese resse ed il Modena confermò e consolidò il suo primato. Ecco le pagelle del cronista dell’epoca:
Del Modena tutti hanno giuocato bene e con volontà indomabile; è risaltata però la splendida partita giocata da Brancolini e che è degna dei suoi tempi migliori, e da Mazzoni, il neo-promosso alla prima squadra. Winkler si è prodigato a tutt’uomo e Pedrazzi, come al solito, ha costituito un ostacolo quasi insormontabile. Boni e Scacchetti, lavorando d’intesa e con giudizio, hanno spezzato azioni su azioni senza mai lasciarsi sorprendere; Vezzani si è prodigato sino all’impossibile e prova ne sia il suo svenimento alla fine della partita; Scaltriti e Dugoni, Forlivesi e Breviglieri sono stati all’altezza della loro fama. Tutti si sono gettati nella battaglia con la ferma volontà di vincere ed hanno vinto. A tutti il nostro plauso sincero.
L’elenco dei calciatori qui riportato è il simbolo di quello che lo stesso Mazzoni (poi allenatore dell’altrettanto storica formazione che raggiunse il terzo posto in A nel 1946-47) definì “il Modena più bello di tutti i tempi”. In porta un piccoletto dallo scatto felino e dall’indomito coraggio, quale Fausto Brancolini, una cerniera difensiva composta dal “dutor” Fausto Boni, tecnicamente uno dei più grandi difensori canarini di tutti i tempi, e dal più sbrigativo Vittorio Scacchetti. La mediana costituita dall’onnipresente centromediano Bonifazio Scaltriti, lungagnone capace di impostare l’azione e di andarla anche a concludere dall’alto dei suoi due metri. Mediani laterali due grandissimi calciatori, il taciturno quanto utilissimo Aldo Pedrazzi, e la stella più fulgida della nidiata canarina: quel Bruno Dugoni che aveva le stimmate del calciatore moderno, capace di fare tutto all’interno del campo di gioco. L’attacco vedeva alle ali Italo Breviglieri, due soldi di cacio, veloce e tecnico, e l’affermatissimo “Pippo” Forlivesi, ala di valore Nazionale ed internazionale. A smistare il gioco un altro calciatore inimitabile, quale Luciano Vezzani, genio tecnico e sregolatezza comportamentale. A finalizzare la manovra, definita da tutti i cronisti dell’epoca, con il termine di classica, visto che a Modena per varie ragioni si era instaurata una vera e propria scuola tecnica, i due ungheresi, esponenti del miglior calcio continentale europeo, quello danubiano: Robert Winkler e Dezso (Tioschi) Tichovszky.

02 dic 2013

Modena-Petrarca Padova 2-1, Modena 7 dicembre 1913 Campo di Via Fontanelli


Memorie gialloblu – Cento anni fa.
Di seguito viene riportata la cronaca dell’incontro valido per la settima giornata di campionato 1913-14. Il Modena, reduce dalla prima stagione nella massima serie calcistica nazionale, arrivato ultimo, venne ripescato nei ranghi al pari di formazioni quali la Juventus. Fu inserito nel Girone Veneto Emiliano, con Bologna, Brescia, Hellas Verona, Petrarca Padova, Udine, Venezia, Vicenza e Volontari Venezia.
Il 7 dicembre 1913 ebbe luogo all’ex Velodromo (si tratta dello stesso campo Braglia dove il Modena ha giocato tutte le sue partite interne) la gara contro Il Petrarca Padova, formazione che dopo varie vicissitudini è giunta fino ad oggi, ed attualmente militante nella seconda categoria Veneta.
Il Modena, terzo in classifica, dietro al Vicenza (a punteggio pieno) e all’Hellas Verona, ospitò i patavini, indietro di due punti rispetto ai canarini.
 
La formazione del Modena scesa in campo il 7.12.1913. Da sinistra: Roberts, Roveri, Rota, Galesi, Soresina, Minchio, Raffaldini,Secchi, Rossi, Zanasi, Zorzi.
 
Modena-Petrarca Padova 2-1, Modena 7 dicembre 1913 Campo di Via Fontanelli
MODENA: Raffaldini; Roveri, Secchi; Rota, Roberts, Zanasi; Rossi, Minchio, Soresina, Galesi, Zorzi.
PETRARCA PADOVA: Berlese; Velludo, Marino II; Marini, Romano I, Gallo; Sarpi I, Mazzoni, Romaro II, Azzolini, Sarpi II.
Arbitro: Sig. Brivio di Verona ( Hellas Verona )
Marcatori:
Modena: Roberts ( 40’ ), Minchio ( 54’ )
Petrarca Padova: Romaro II ( 39’ )

CRONACA
“Una folla grandissima anche oggi ha assistito allo svolgersi dell’ottavo match di campionato che poneva di fronte le prime squadre del “Petrarca” di Padova e del “Modena”. E gran parte del pubblica è intervenuta appunto per vedere il valore e la forza della equipe patavina, che per la nostra città era assolutamente nuova. Purtroppo invece, per le orribili condizioni del campo tramutato in certi punti in una grande palude fangosa, le squadre non hanno potuto misurarsi e rendere quanto era in loro. E il terreno così orribile fu di maggior danno all’undici giallo-bleu, che al nero assai più pesante, e che meglio poteva in conseguenza resistere alla maggiore fatica. Chi poi maggiormente ne risentì fu la nostra linea, dei forwards cui fu impedito, specie nel primo tempo di segnare a pochi metri del goal, perché il fango, buon alleato dei padovani, proibiva loro di avanzarsi o li faceva scivolare al momento del tiro. Tuttavia la vittoria ha voluto premiando i nostri, premiare i migliori. Se nel primo tempo infatti la superiorità giallo-bleu non era evidente, nella ripresa, essi dominavano completamente e il giuoco salvo rade discese si mantenne sempre nel campo del “Petrarca” che seppe però opporre una accanita difesa dando modo ai terzini di rilevarsi.”
“Alle 14.25 entra prima in campo la squadra patavina che indossa una maglia nera sulla quale spicca una croce rossa in campo bianco e il pubblico subito applaude. Poco dopo, accolti da nuovi battimani, fanno il loro ingresso i giallo-bleu che vestono da una nuova maglia. Sono le 14.35 precise quando il fischio dell’arbitro, sig. Brivio dell’Hellas dà il segnale dell’inizio. I nostri che hanno il sole in faccia e la palla attaccano subito. Il pallone però è preso dai neri che scendono verso la porta di Raffaldini finché la nostra difesa liberando dà modo a Zorzi di fuggire e di tirare per primo in goal. A sei minuti dal principio Zorzi che ha avuto il pallone nell’area della porta avversaria dopo una ben combinata discesa fra Soresina e Minchio, sta per tirare quando scivola nel fango, copiosissimo sotto la porta a sud. Seguono infruttuosi due corners contro i padovani e uno a favore di questi. E ancora Zorzi che colpisce un palo alle 14.55 su una bella centrata di Rossi. Alle 14.53 e alle 15.15 dopo un giuoco vario due corners sono concessi al “Petrarca” che sul secondo, Raffaldini essendo a terra dolorante avendo ricevuto un calcio, segna l’unico suo punto. Tre minuti dopo, il bravo portiere modenese, strappa gli applausi del pubblico, con una splendida uscita. Mancano cinque minuti alla fine quando Roberts su calcio di punizione getta la palla nella rete avversaria. Berlese che aveva tentato di parare si vede il pallone scivolare tra le mani. Il punto del pareggio è salutato da lunghi evviva.”
“La ripresa s’inizia alle 15.35 e dopo tre minuti Azzolini con un colpo di testa manda il pallone nella porta di Raffaldini, ma l’offside è troppo evidente e Brivio annulla il punto. Per tutto il seguito della partita l’attacco modenese, è continuo, ma gli sforzi sono quasi sempre frustrati dalle condizioni del terreno. Minchio però alle 15.44, sostituendosi a Rossi scivolato a breve distanza dalla porta di Berlese, segna il secondo imparabile goal a favore dei cittadini. Nuovi prolungati applausi s’odono all’indirizzo del bravo giuocatore, il migliore oggi degli avanti, meritevole in vero di segnare. Altri corners ottengono i giallo-bleu altri begli attacchi conducono, ma non riescono a segnare nuovi punti. Così il fischio dell’arbitro trova il Modena vincente con due goals a uno. I giuocatori escono dal campo, verso gli spogliatoi, irriconoscibili pel fango che li ha imbrattati dal capo ai piedi.”
Liberamente tratto da “Modena F.C. 1912-2012”, Artioli Editore.

28 nov 2013

Luca Mariani



Luca Mariani
MODENA - Correva l’anno 1894. Il football in Italia era solo un’ipotesi, a Modena un termine forse occhieggiato da pochissimi incuriositi lettori su qualche quotidiano nazionale. Il 23 novembre in casa Mariani, una famiglia benestante cittadina, si festeggiò la nascita di un bimbo, a cui venne messo il nome di Luca. Luca Mariani crebbe sui passi del fratello maggiore, Ugo, frequentando le scuole medie e superiori cittadine, componente di quella agiata borghesia nella quale si sarebbero formati i quadri dirigenti della realtà modenese.
La crescita impetuosa del successo del nuovo sport in Italia ebbe sicuramente un impulso anche nella nostra città. Inizialmente inteso come espansione dell’attività ginnica (probabilmente anche a Modena), il football si sviluppò a Modena in modo scapigliato alla fine del primo decennio del primo secolo. Il primo documento ufficiale giunto a noi, l’atto costitutivo della Associazione Studentesca del Calcio (ACSM), nel gennaio 1910, risulta essere assieme la fine dell’approssimazione nelle probabili costanti sfide che si erano sempre più verificate in ambito cittadino, forse tra squadre spesso costituite in modo del tutto caotico, e l’inizio di una volontà di darsi una struttura più solida e di ampliare gli orizzonti del football modenese nel più ampio panorama (almeno) regionale. La denominazione stessa della società testimonia in quale ambito sia nato e si sia sviluppato il nuovo sport sotto la Ghirlandina: le scuole. La costituzione della nuova società vedeva in prima fila studenti agli ultimi anni delle scuole superiori e studenti universitari, questi ultimi provenienti anche da realtà già più evolute calcisticamente (Torino, Caresana, ecc.), oltre che a quell’Ugo Mariani, fratello di Luca. L’ambizione fu subito quella di cimentarsi in un campionato federale, nel quale poter valutare i progressi fatti nel gioco. Dalle cronache del tempo, più che di vera e propria tecnica si potrebbe parlare di agonismo e di passione: questi giovani non partecipavano soltanto al football, ma gareggiavano, sovente eccellendo, nelle svariate attività sportive in voga al tempo.
Il successo che ebbero sia le gare amichevoli organizzate, che i campionati ai quali partecipò l’ASCM (parliamo di pochissime gare) propagò ulteriormente la febbre per il nuovo sport. Un'unica squadra non era forse sufficiente ad esprimere l’ampia voglia di football, soprattutto tra i giovanissimi, cosicché alla fine del 1911 sorse in città una nuova realtà, l’Audax, espressione dei giovani ginnasiali del Liceo San Carlo, tra i quali risultò figurare un giovanissimo Luca Mariani.

Tessera di Mariani
Frattanto l’ASCM, nella primavera del 1912, vinceva il suo secondo campionato (promozione) guadagnandosi il diritto di richiedere l’iscrizione al campionato di I categoria, massima espressione nazionale del football. Contemporaneamente, vista la presenza di una nuova squadra in città, non pochi furono gli incontri e la rivalità tra le due realtà cittadine. In casa Mariani era una sorte di lotta tra fratelli, ogni gara probabilmente preceduta e seguita da sfottò di ragazzi appassionati.
L’obiettivo di poter accedere alla massima serie nazionale fu forse la ragione per la quale prese sempre più piede la considerazione che fosse necessario non disperdere le forze in sfide intestine alla città. E molto probabilmente in casa Mariani questo sentimento era ancor più forte. Il 5 aprile 1912 si costituì la nuova società, il Modena Foot-Ball Club, che doveva essere l’espressione della voglia di raccogliere le nuove sfide, convogliando le migliori forze delle due realtà.
Il giovane Luca Mariani si dimostrò da subito uno degli elementi di forza della nuova formazione: ala sinistra dal buon fisico, dalla buona corsa, dalla tecnica superiore alla media della squadra. Oltre a ciò, dalle testimonianze dell’epoca, doveva trattarsi anche di un calciatore innamorato della sfera di cuoio: non infrequentemente il pubblico, che via via andava incrementandosi, si spazientiva e gridava “Lòca, pasa la bocia”, testimonianza dell’amore per il gioco individuale del nostro, sebbene avesse capacità innate di servire i compagni. Luca fu sempre un punto di forza, sebbene dovette fare i conti prima con l’arrivo di un campione della forza di Pippo Forlivesi, trasferendosi all’ala destra, e poi di Fresia, che decise di avvalersi delle sue giocate. La sua carriera calcistica fu sovente interrotta dagli obblighi militari, sempre onorevolmente assolti, guadagnandosi una croce di guerra ed una medaglia di bronzo al Valor Militare.
Al ritorno dalla Guerra, dopo aver chiuso la sua carriera nel dicembre del 1919, Mariani si laureò in Ingegneria nel 1922, ma non abbandonò la vecchia passione per i colori canarini, richiamato a compiti di Commissario Tecnico Unico (l’Allenatore dei tempi moderni) negli anni ’20, oltre che nelle vesti di Consigliere, e successivamente partecipando alle gare tra veterani, ormai quasi quarantenne negli anni ’30.
Nella sua ultradecennale presenza nei quadri societari, cercò sempre di trasmettere la sua signorilità all’ambiente, qualità che il sodalizio canarino mantenne nel tempo ben oltre l’affermarsi del calcio professionistico.

Liberamente tratto da “Modena F.C. 1912-2012”, Artioli Editore.

Il caso Rosetta


Memorie canarine - Il caso Rosetta
Rosetta, l’arbitro Garbieri e Mazzoni, in Modena-Juventus 1-2 del 4.1.1931
30 novembre 1923. Il calcio federale in Italia si stava ricomponendo ed aveva lasciato già alle spalle un campionato dopo la riunificazione susseguente all’esperienza del C.C.I., e subiva sempre più l’attacco del movimento dei Calciatori Liberi. Il campionato 1922-23 era stato vinto per l’ottava volta dal Genoa, mentre la città Modena, con la Villa d’Oro, si fregiò per la seconda volta del titolo nazionale dei “Liberi”, dopo l’affermazione dei Giovani Calciatori Modenesi.
Uscito dal periodo bellico e dalla stagione di massimo splendore calcistico dovuto all’AMA di Claudio San Donnino, il Modena ricreò i suoi ranghi attorno a Pippo Forlivesi, calciatore di fama nazionale, a cui vennero aggiunti tutti gli elementi autoctoni affermatisi nelle varie competizioni federate che si erano susseguite dopo la nascita dell’U.L.I.C. per volere di Maranelli. La Modena calcistica tutta era cresciuta alla scuola di quel grande campione che si chiamava Attilio Fresia, che era morto qualche mese prima per problemi polmonari.
Il 30 novembre 1923 giunse questo telegramma nella sede del Modena:
 La Presidenza della Lega Nord, dissentendo unanime dalla delibera presa dal Consiglio Federale, tenente a creare un succedaneo alla lista di trasferimento (unico documento che per norma statutaria disciplini attualmente il passaggio dei giocatori), specie quando si intendesse dare effetto retroattivo a tale delibera che contrasta coi vigenti Statuti delle singole Società affiliate;
constatato che il Juventus FC, facendo giocare domenica 25 corrente il sig. Rosetta, ha contravvenuto alla delibera della Presidenza della Lega Nord, che teneva in sospeso la richiesta del sig. Rosetta, domandandone l’esame e la risoluzione al Consiglio della Lega Nord, unico Ente che, da termini di Statuto, possa deliberare in materia di passaggio di giocatori;
delibera di sospendere l’omologazione della gara emarginata e di proporre al Consiglio della Lega l’accoglimento del reclamo del Modena FC, sporto appunto per la partecipazione del sig. Rosetta a tale gara nelle fila del Juventus FC, dando conseguentemente partita vinta al Modena per 2 a 0.
Il 25 novembre precedente si era disputata a Torino la gara tra Juventus e Modena, e con gran stupore – e forse un pizzico di malizia – i dirigenti modenesi non poterono credere ai loro occhi quando seppero che la Juventus schierava, contro tutti i regolamenti federali, un nascente asso pallonaro: Virginio “Viri” Rosetta. La partita ebbe un prologo: la gara doveva essere diretta dal signor Venegoni di Legnano, ma non presentandosi, si decise di affidarla (come era possibile in quei momenti) ad un arbitro torinese, il signor Gera, che dalle cronache “fece il possibile per essere imparziale”. Probabilmente al Modena e ai suoi dirigenti, tra cui figurava il Prof. Luigi Casini, allora vice-presidente federale, interessava poco il metro di giudizio arbitrale, consci di stare assistendo ad un match il cui risultato sul campo (vittoria juventina per 1-0 con rete di Pastore) era del tutto ininfluente. Ed in effetti, non appena terminata la gara, i dirigenti canarini presentarono nelle mani dell’arbitro il reclamo per l’irregolare posizione del calciatore vercellese, ora bianco-nero.
Luigi Casini
Era un calcio diverso, nel quale le gerarchie non erano ancora state sovvertite dal “metropolitanismo”. La Juventus, complice l’arrivo nella sua dirigenza dell’avvocato Edoardo Agnelli nel mese di luglio 1923, non voleva lasciare nulla di intentato per vincere il campionato. Il Modena era una realtà provinciale, in un calcio nel quale il predominio genoano-vercellese stava per essere interrotto definitivamente (il Genoa avrebbe vinto in quella stagione il suo nono ed ultimo scudetto): al momento della gara, giocatasi il 25 novembre, il Modena si trovava al secondo posto nel girone A della Lega Nord, ad un punto dal Genoa capolista, ma con una gara da recuperare contro l’Internazionale.
In merito a questa gara, giova sottolineare un altro aneddoto. L’incontro  contro i nerazzurri era stato disputato a Milano, sul campo di Via Goldoni, il 14 ottobre precedente, e sul campo era stata vinto dai milanesi grazie ad una rete di Cevenini III. Tuttavia il Modena sporse reclamo per errore tecnico arbitrale in quanto il direttore di gara accordò una punizione di seconda per un fallo per il quale il regolamento prevedeva un calcio franco. Il reclamo fu (horribile dictu al giorno d’oggi) accettato.
Si trattava però degli ultimi fuochi di un calcio ancora impregnato del rispetto fiscale delle regole e di un supposto dilettantismo di base. Già nel 1926, con la carta di Viareggio, si ebbe il superamento dell’ormai formale dilettantismo del calcio e si spianò la strada ad un ormai ineluttabile trasformazione professionistica dell’intero movimento federale.

Liberamente tratto da “Modena F.C. 1912-2012”, Artioli Editore

15 nov 2013

Modena-Genoa 1-0, Modena, Campo di Via Fontanelli, 26 ottobre 1924

Modena-Genoa 1-0 (1-0), Modena, Campo di Via Fontanelli, 26 ottobre 1924
MODENA: Brancolini; Boni, Scacchetti, Dugoni, Scaltriti, Pedrazzi; Breviglieri, Winkler, Vezzani, Tichovszky, Forlivesi. All.: Gonda.
GENOA: De Prà; Bellini, De Vecchi; Leale, Costella, Barbieri; Neri, Moruzzi, Catto, Bergamino, Lamon. All.: Garbutt.
Arbitro: Crivelli di Torino
Marcatori:
Modena: Tichowszky (10’)
Note: giornata nuvolosa. Al 13’ De Vecchi calcia un rigore contro la traversa. Angoli: 1-3 (1-1)


Modena-Pro Vercelli 0-0, Modena, Campo di Viale Fontanelli, 10 maggio 1925

Modena-Pro Vercelli 0-0, Modena, Campo di Viale Fontanelli, 10 maggio 1925
MODENA: Brancolini; Boni, Scacchetti; Dugoni (75’ Mazzoni), Scaltriti, Mazzoli; Breviglieri I, Manzotti I, Vezzani, Olvedi, Forlivesi. All.: Konya.
PRO VERCELLI: Cavanna; Perino, Borello; Milano, Rollone, Degara; Zanello, Ardissone, Mattuteia, Rosso, Piccaluga. All.: Ara.
Arbitro: Pierallini di Modena
Note: bella giornata di sole, pubblico numeroso. Il Presidente del Modena FBC, sig. rag. Enrico Donati offre, in ricordo della prima partita giuocata fra i due clubs, una medaglia d’oro alla Pro Vercelli. Angoli: 1-3 (1-1)


La prima volta del Modena contro la pro, in amichevole. Le due squadre schierate.  

Modena-Genoa 4-3, Modena, Campo dell’ex Velodromo – Piazza d’Armi, 27 febbraio 1916

Modena-Genoa 4-3 (4-0), Modena, Campo dell’ex Velodromo – Piazza d’Armi, 27 febbraio 1916
MODENA: Borgetti; Secchi, Lunghi; Ara, Roberts, Zanasi; Maselli, Minchio, Fresia, Rampini II, Forlivesi. All.: Fresia.
GENOA: Molinari; Ferrari, De Vecchi; Traverso II, Boglietti II, Cappelli; Bergamino, Berardo, Brezzi, Santamaria, Walsingham. All.: Coggins.
Arbitro: Varisco di Milano
Marcatori:
Modena: Rampini II (10’, 38’), Fresia (18’), Forlivesi (35’)
Genoa: Bergamino (50’, 70’), De Vecchi (rig. 54’)
Note: giornata rigida, sul campo presenti molte pozzanghere. Angoli: 4-4 (2-2).

Walsingham fermato (o forse no..) da Borgetti in un match di Coppa Federlae.


Pagina del taccuino di Attilio Fresia, 1922

Pagina del taccuino su cui il grande Attilio Fresia registrava gli allenamenti del Modena F.C.. Qui la pagina del 30 marzo 1922. Il divo Fresia era dapoco alla guida dei canarini,dopoil siluramento dell'austriaco Stejskal. Interessante l'annotazione finale "Pedrazzi mancò completamente" che spiega anchel'esclusione dall'undici titolare del popolare "COva" nella gara contro il Paadova del successivo 2 aprile (vittoria casalinga per 2-1), Purtroppo il taccuino, regaqlato dalla vedova di Fresia, Nerina Secchi, a Alfredo Mazzoni e conservato dalla famiglia di quest'ultimo, copre solo il periodo di metà marzo-fine aprile 1922.



Modena-Carpi 1-0, Modena, Stadio Alberto Braglia, 13 ottobre 1974

Modena-Carpi 1-0 (1-0), Modena, Stadio Alberto Braglia, 13 ottobre 1974
MODENA: Geromel; Piaser, Matricciani; Bellotto, Gibellini, Marinelli; Colombini, Ragonesi, Blasig, Zanon, Gravante. All. Galbiati. A disp.: Bandieri, D’amico, Mazzoli.
CARPI: Pressich; Dotti, Scalabrin, Grazioli, Bacher, Vasini; Sintini, Gilli, Epifano, Ruggeri (Tacconi dal 61°), Cantagalli. All. Binacchi. A disp.: Bompani, Borelli.
Arbitro: Tonolini di Milano.
Marcatore:
Modena: autorete Vasini (6’)
Note: pomeriggio di splendido sole, temperatura fresca e terreno in condizioni perfette. Spettatori: 13.000 ca., di cui 9.761 paganti per un incasso di L 22.883.500. Espulsi al 67’ Vasini per avere colpito Piaser a gioco fermo e all’86’ Scalabrin per proteste. Ammoniti Dotti per gioco falloso, Colombini e Bellotto per ostruzionismo. Qualche tafferuglio sugli spalti fra tifosi delle opposte fazioni. Angoli: 9-2 (3-2).


Modena-Carpi 2-0, Modena, Stadio Alberto Braglia, 9 marzo 1980

Modena-Carpi 2-0 (1-0), Modena, Stadio Alberto Braglia, 9 marzo 1980
MODENA: Fantini; Corallo, Garito; Cresci, Mazzeni, Guidazzi; Vernacchia (70' Roccaforte), Vivani, Trevisan, Maestroni, Soldati. All.: Pace. A disp.: Davoli, Begnis.
CARPI: Fava; Gavioli, Canovi; D'Angiulli (60' Mariani), Bonetti, Berselli; Paganini, Ghidoni, Carzoli, Cantarelli, Gibertini. All.: Santerelli. A disp.: Vitolo, Berni.
Arbitro: Cucé di Messina
Marcatori:
Modena: Corallo (31'), Trevisan (82').
Note: esordio per Roccaforte Pietro. Terreno buono, sole. Spettatori 7.000 ca. per un incasso di oltre Lire 20.000.000. Ammoniti Canovi, Bonetti, Vernacchia e Vivani. Angoli: 6-4 (5-0).


Modena-Carpi 1-0, Modena, Stadio Alberto Braglia, 4 marzo 1990

Modena-Carpi 1-0 (0-0), Modena, Stadio Alberto Braglia, 4 marzo 1990
MODENA: Ballotta; Costi, Piraccini; Bosi, Presicci, Cuicchi; Bonaldi, Bergamo, Gasparini (92' Colomba), Calonaci, Nitti (80' Mazzarri). All.: Ulivieri. A disp.: Vecchini, Torrisi, Vivarelli.
CARPI: Boschin; Papone, Malaguti; Nannini, Farneti, Ramponi; Polmonari (37' Zanatta), Grieco, Spezia, Aguzzoli, Ortoli (68' Sacchetti). All.: Tomeazzi. A disp.: Fretta, Lugli, Raise.
Arbitro: Bernardini di Rovigo.
Marcatori:
Modena: Autogol Papone (92').
Note: giornata di sole, terreno in perfette condizioni. Spettatori: 10500 circa, paganti 9618 per un incasso di L. 166.447.000, nuovo record stagionale. Espulso al 45' Spezia del Carpi per fallo di reazione su Gasparini. Ammoniti: Presicci, Papone, Grieco, Gasparini, Calonaci, Aguzzoli. Angoli: 3-0 per il Modena (p.t. 3-0). Premiati all'inizio gli ex gialloblu, Cinesinho e Aguzzoli


Modena-Carpi 1-0, Modena, Stadio Alberto Braglia, 27 settembre 1998


Modena-Carpi 1-0 (0-0), Modena, Stadio Alberto Braglia, 27 settembre 1998
MODENA: Sansonetti; Pari, Di Cintio; Vincioni, Altobelli, Carrus; Brescia, Nardini (63' Caputi), Pietranera (53' Bucchioni), Cecchini, Mandelli (63' Putelli). All.: Stringara. A disp.: Paoletti, Maino, Arricca, Cavalli.
CARPI: Ferrari; Sarcinella, Lucarini; Benetti, Pulga, Conficconi; D'Apice (87' Biasi), Facciotto, Verolino, Corradi (72' Vernacchia), Pellegrini. All.: Sacchetti. A disp.: Pizzoferrato, De Simone, Iuliano, Mazzocchi, Primitivo.
Arbitro: Ciulli di Roma.
Marcatori:
Modena: Putelli (71').
Note: spettatori 3.500 circa, di cui 2419 paganti per un incasso di 50.122.000. Espulsi: al 51' Vincioni per somma di ammonizioni, al 75' Benetti per somma di ammonizioni e all'86' Facciotto per reazion. Ammoniti: Di Cintio, Vincioni, Pari, Benetti, Pulga, Facciotto. Angoli: 1-7.

Modena-Jucunditas 2-0, Modena, Campo dell’ex Velodromo – Piazza d’Armi, 11 aprile 1915

Modena-Jucunditas 2-0 (1-0), Modena, Campo dell’ex Velodromo – Piazza d’Armi, 11 aprile 1915
MODENA:Borgetti; Vandelli, Secchi; Bonotto, Roberts, Zanasi; Minchio, Rossi, Fresia, Perin, Forlivesi. All.: Fresia.
JUCUNDITAS: ?
Arbitro: Orlandini
Reti:
Modena: Perin (35’, 70’)


Modena (mista)-Jucunditas Carpi 5-1, Piazza d’Armi, 20 febbraio 1914

Modena (mista)-Jucunditas Carpi 5-1 (0-1), Modena, Campo dell’ex Velodromo – Piazza d’Armi, 20 febbraio 1914
MODENA. Miselli; Gaudenzi, Secchi; Rota, Roberts, Zanasi; Rossi, Minchio, Carnazzi, Tosatti, Scaloni. All.: Roberts.
JUCUNDITAS CARPI: Feltri; Scacchetti II, Zanetti; Tirelli I, Scacchetti I, Bassi; Pacchioni, Setti, Maselli, Mora, Tirelli II
Arbitro: ?
Marcatori:
Modena: ?
Jucunditas: ?


14 nov 2013

Match tra Modena e Jucunditas Carpi del 1912

Modena-Jucunditas Carpi 4-0 (0-0), Modena, Campo fuori Barriera Garibaldi, 5 maggio 1912

Modena: Davoglio; Pederzini, Ruini; De Lucchi, Rota, Zanetti; Mariani, Zanasi, Secchi, Rossi, Ventura.

Carpi: ?

Arbitro: Sig. Ricci

Marcatori: De Lucchi 68°, Secchi 70°; Rossi 72°; Mariani 79°.

Il Panaro ( IMGP3732)

CRONACA

“Sul ristretto campo fuori barriera Garibaldi si è svolta ieri nel primo pomeriggio l’annunciato match amichevole della nostra prema squadra giallo-bleu con quella dei verdi Jucunditas di Carpi. Arbitra il sig. Ricci che fischia l’inizio alle 3 precise. Il gioco carpigiano è sconnesso e alquanto pesante, ciò non per volere dei giocatori nostri ospiti, ma per la mole di alcuni dei suoi componenti che, si vede, sono in squadra per larghezza di spalle anzi che per sicurezza e valentia di giuoco.

I verdi sono sempre tutti un sol uomo alla difesa di modo che paralizzano per tutto il primo tempo l’attacco modenese. L’incertezza palese dell’arbitro aiuta in certo qual modo i giuocatori di Carpi che sarebbero spesso punibili. Ciò nonostante noi abbiamo ferma fiducia nella vittoria dei nostri che se ben non sono in una buona giornata pure hanno migliorato molto nell’assieme e hanno una buona linea d’attacco e un buonissimo centro di difesa. Dei backs il Pederzini ha avuto dei calci felicissimi. La partita è così poco movimentata e se ne togliamo qualche discesa dei verdi e qualche buon calcio di Pacchioni, si svolge quasi sempre nel campo della Jucunditas, il cui portiere da saggio di bel colpo d’occhio. Nel primo tempo dunque nessun goal. Alle ore 3.45 il referee fischia il riposo che si prolunga fino alle 4. Nel frattempo avviene qualche mutamento nella squadra bleu-gialla che porterà sani effetti. Abbiamo intanto campo di notare la presenza di due personaggi che mostrarono con ciò di interessarsi di questo giuoco, che ha tanto bisogno di essere sostenuto da persone che come quelle siano autorevoli nel mondo sportivo modenese. Intendo parlare del presidente onorario ten. Claudio San Donnino e del console conte Bolognesi. Nonostante il sole forte e la relativa importanza del match essi vi assistettero sino alla fine prendendo parte e applaudendo ai lieti momenti dei giuocatori. Nel secondo tempo il nostro giuoco è più deciso e più serrato, nonostante i generosi applausi della colonia carpigiana ad ogni calcio dei loro concittadini, che anziché disanimare, incoraggiano i nostri. E’ così che al 23° minuto De Lucchi entra in goal, al 25° è la volta di Secchi, al 27 e mezzo è Rossi, ed al 34° Mariani entra sicuro. Come si vede ogni giocatore voleva il suo goal e i carpigiani inteso che i giocatori erano undici e quindi troppi i goals, hanno creduto bene di ritirarsi al 38° del secondo tempo. E non facciamo seguire commenti: la cronaca è sufficiente. “

Il giornale

Polemiche sportive

Riceviamo e imparzialmente pubblichiamo : Egregio Sig. Direttore del « Giornale di Modena ».

Lessi nel giornale Il Panaro del 6 corr. la relazione del match di foot­ball avvenuto domenica 5 fra le rispet­tive prime due squadre della locale e Modena Foot-ball Club e della carpigiana «Società Calcio Iucunditas» e, parendomi che detta relazione non corrispondesse per intere alla verità, lui mosso a scrivere queste righe di rettifica che la prego d'inserire nel suo pregiatissimo giornale.

Il redattore dell’articolo pubblicato dal « Panaro », dando prova di una fame e anche d'un'abnegazione formi­dabile, ha creduto bene di mangiarsi tutte le notizie che ha credute indige­ste per molti lettori, apprestando lo­ro solamente quelle ch’ei credeva op­portune, ed anche quest'ultime rimpolpettandole a modo suo non riuscendo a formarne, contro sua volontà, se non una stomachevole paniccia; tanto con­tro sua volontà che egli alla fine si scu­sa di non voler fare commenti. Io cer­cherò d'attenermi più che potrò ai so­li fatti.

La partita si iniziò alle tre fra due squadre: la modenese interamente al completo e la carpigiana con tre sosti­tuti: i due sinistri di prima linea Lu­gli e Mora, e la mezz’ala destra Asca­ri P. in sostituzione del Fanconi, pas­sato centro di seconda per l’assenza del Borghi. Sicché la « Jucunditas », seb­bene non avesse perduto niente nel cambio della difesa, si trovava molto male nella linea d'attacco, dove resta­vano due soli dei suoi giuocatori.

La prima ripresa del « match » si svolse se togliamo qualche bella di­scesa carpigiana abortita sempre per la inefficacia d’appoggio della sinistra, si svolse, dico, quasi sempre sul campo dei verdi, i quali, e questo generosa­mente l'afferma anche il sig. redattore del « Panaro », furono un sol uomo nella difesa; ma però non fu giuoco sconnesso il loro, bensì tanto preciso ed accordato che non permise quasi mai alla fortissima linea d'attacco bian­ca di mettere in serio pericolo la por­ta ed anche quelle rarissime volte che pericolo vi fu l'imperizia e indecisione dei bianchi difese la porta verde. Pas­sarono così i primi 45 minuti senza che nessuno segnasse alcun punto, e, per non permettere che venga creduto il falso, asserirò e con me l’asseriscono altri spettatori modenesi che l'incer­tezze dell'arbitro lasciarono impuniti in egual modo, come del resto richiedeva il match amichevole, molti falli e del­l'una e dell'altra parte. Anche nel se­condo tempo fino al 20° minuto il giuo­co continuò come nella prima ripresa: la difesa verde resistendo sempre bril­lantemente agli assalti della linea d'at­tacco bianca, divenuta più aggressiva ed irruente per lo spostamento di alcu­ni giuocatori ed anche pel timore che assillava tutta la squadra modenese, e questo l’han confessato alcuni suoi gio­catori, di non poter segnare alcun pun­to contro rivali che s’era accinta a com­battere colla persuasione di seppelirli sotto i goals.

Al 20. o minuto il back della e Jucunditas, Pavarotti, cadendo dopo un salto in una buca, che una deplorevo­le imprevidenza aveva coperto di soffi­ce erba, s'incrociava due tendini della gamba destra rendendosi così inetto al giuoco.

In questa disgrazia maggiore della « Jucunditas » che dovette sostituire il Pavarotti col soldato Pagliani Arman­do, corridore di resistenza e già abile giuocatore, il quale per mancanza d'allenemento non corrispose alle esigenze del momento. Non si può rimprovera­re la società carpigiana di non aver avuti pronti i suoi sostituti che eran già stati collocati, come abbiani visto pri­ma, nella linea degli avanti. Coll’assen­za del Pavarotti la porta dei verdi si offrì spontanea agli avversari che non tardarono ad approfittarne, malgrado che il giovane portiere s'adoperasse molto belle perchè la sua custodita rimanesse impenetrabile. Ciononostante i due palloni giustissimi passarono, il secondo dei quali veramente meraviglio­so. Ripreso il giuoco la sinistra bian­ca Mariani sparò uno splendido shoot alto che il portiere splendidamente arrestò; il pallone cadde a terra ed allora tutta la prima linea bianca con sin­golare violenza si slanciò sul portie­re, che fece del suo meglio, e, come di­cono molti giuocatori e molto pubbli­co, riuscì a liberare la porta; non così l'intese l'arbitro, che, dopo un artistico tentennamento, concesse il terzo goal per Modena. Il portiere Feltri in­tanto, ferito nella confusione da un for­te calcio del De Luchi, sentendosi ina­bile a muoversi liberamente lasciava il campo. Senza riconoscere la ferita l'ar­bitro rimetteva la palla in giuoco e, mentre si stava discutendo se si dove­va sostituire il portiere col giuocatore Tirelli, il Mariani raccoglieva la palla, se l'accomodava per benino con tutto il suo comodo fra le gambe e gloriosa­mente entrava sicuro in goal » (co­me dice il redattore del « Panaro >).

A questo punto il presidente della s Jucunditas », raccogliendo i reclami indignati di tutti i suoi giuocatori riti­rava dal campo la squadra : mancavano sette minuti alla fine dei 90 minuti re­golamentari.

Aggiungendo un commento ricavato dalla pura constatazione dei fatti, os­servo che la squadra carpigiana finché rimase al completo, cioè tale e quale era discesa in lizza, quindi per ben 65 minuti,  resistè all'impeto modenese e nessun punto fu segnato; pare poi a me, non solo a me, che avrebbe resi­stito sino anche alla fine del secondo tempo. Dico ancora che se i giuocatori carpigiani misero in rilievo la loro forza fisica non fu certo per la delicatezza dei modenesi.

La ringrazio anticipatamente, egre­gio Signor Direttore dell'appoggio che ella presta alla verità pubblicando que­sto articolo, e con ossequio la riveri­sco.

Uno   Sportman   spettatore.

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Jucunditas Carpi-Modena 0-4, Carpi, Campo fuori Porta Mantova, 26 maggio 1912

Carpi, 27. FOOTBALL — Oggi nel campo fuo­ri Porta Mantova doveva aver luogo un match di foot-ball tra la Società carpigiana « Jucunditas » e la  . Mode­na F. B.C. Numerossimo era il pub­blico intervenuto per assistere alla im­portante  gara. Senonchè, mancando per cause impreviste, moltissimi gio­catori della Jucunditas il match si è risolto in una gara amichevole tra le due squadre, nella quale la vittoria è arrisa alla Modena F.B.C. con 4 goals a zero.

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Modena-Jucunditas Carpi, Modena,  9 giugno 1912 non disputata per ritiro della Jucunditas Carpi

Dal Panaro del 9.06.1912

Foot - Ball

Modena F. B.C. contro Jucunditas di Carpi.

Ancora? Sì anche oggi la squadra di Carpi si incontrerà con la nostra che già ebbe il piacere di batterla due volte, impedendo alla squadra avversaria di entrare anche in porta.

La superiorità del Modena è evidente e questo riconobbero anche i Carpigiani i quali ci dichiararono che sul loro campo speravano non di vincere ma di fare una figura ono­revole. Ora non avvenne e non sappiamo perchè il Carpi si ostini a voler ancora giocare. Noi crediamo sia a scopo di studio e allora non possiamo che rallegrar­ci coi verdi i quali non curandosi di perdere ma solo di migliorare giocano con squadre più forti... Ma è questo un buonissimo metodo, sappiamo che la squadra avrà una for­mazione alquanto mutata per elementi-raccolti per il match. Questo si giocherà sul campo Audax, e i nostri giocatori indosseranno per la prima volta a Modena la maglia giallo-bleu.

Dal Panaro del 10.06.1912

Foot - Ball

Modena F. B. contro Jocunditas di Carpi.

Dopo quanto abbiamo scritto ieri, sa­rebbe inutile aggiungessimo-che la squa­dra verde di Carpi ha dovuto ancora una volta riconoscere la propria inferiorità netta.

Iniziato il giuoco si è appigliata alla partigianeria dell'arbitro modenese, per questo fu consigliato che arbitrasse uno dei loro (e vi era) ma si rifiutarono ri­tirandosi dignitosamente.  E ben fecero.

E' sempre meglio prevedere tutti i casi.